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Tsunami

L'evento sismico principale dell'11/03/2011 ha causato uno tsunami cha ha investito la vicina costa giapponese ma anche quella russa, a nord, e dopo diverse ore quella californiana (dove ha causato la morte di un uomo e il ferimento di altre tre persone sul molo della cittadina di Crescent City), dopo aver attraversato l'intero Oceano Pacifico e superato senza effetti importanti le Hawaii.

Nelle figure 1 e 2 sono riportate le mappe di pericolosità locale e per l’intero Pacifico. L'allerta tsunami aveva interessato anche Australia e Nuova Zelanda, America centrale e del sud. L'allarme è stato diramato anche per alcune scosse successive, che però non hanno avuto conseguenze.

Come è noto, la velocità di propagazione delle onde dello tsunami cresce con legge non lineare con la profondità del mare e varia, in genere, tra 300 e 1000 km/h. Nella Fig. 3 è riportata la registrazione di un mareografo in posizione non ben identificata ma non molto distante dalla costa dell'area di Fukushima. Si legge un intervallo di circa 25 min tra sisma (14:46) e tsunami (15:10).

Fig. 3 - Andamento delle onde registrato a largo di Fukushima

Le onde hanno raggiunto sulle coste giapponesi un'altezza massima misurata di oltre 7,0 m (Fig. 4).

Dai dati diffusi relativi alle previsioni e alle letture degli orari relativi agli arrivi delle prime onde e quelli dei massimi, per diversi siti sulla costa, si ricava che le prime onde sono arrivate dopo meno di 10 min, con altezza di alcune decine di cm; dopo oltre 1 ora si è avuto a Soma, a nord di Fukushima, il picco massimo osservato su tutta la costa, con onde di 7,30 m. In generale, si può asserire che le onde significative sono giunte, nei vari punti della costa giapponese, tra un minimo di 30 e un massimo di 50 min. Ciò è coerente anche con alcune simulazioni numeriche effettuate successivamente.

Fig. 4 - Altezza delle onde

Pagina aggiornata il 7 aprile 2011