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I maggiori eventi sismici della storia

Il sisma verificatosi in Giappone l'11 marzo 2011 è uno dei più violenti della storia.

La più forte scossa di cui si ha notizia è quella del 22 maggio 1960 registrata in Cile tra Temuco e Conception, di magnitudo pari a 9.5, che provocò anche uno tsunami con morti alle Hawaii, in Giappone e nelle Filippine.

In ordine di intensità segue l'evento del 28 marzo 1964 nel Prince William Sound, vicino Anchorage in Alaska, di magnitudo 9.2. Anche in questo caso vi fu uno tsunami con onde alte fino a 6-7 m e morti sulle coste di California e Oregon.

Il 26 dicembre 2004 un evento di magnitudo 9.1 devastò l'isola di Sumatra; lo tsunami successivo arrivò sino in Thailandia, a est, e spazzò le coste di Sri Lanka e India fino in Somalia, a ovest. Il numero delle vittime fu impressionante: 230.000, ma alcune stime parlano di oltre 300.000.

Il 4 novembre 1952 sulla costa sud-orientale della Kamtchaka si verificò un terremoto di magnitudo 9.0; alle Hawaii arrivò uno tsunami di 3 m.

Altri terremoti violenti degli ultimi 10 anni sono quelli di: Conception (Cile, 2010), magnitudo 8.8; Sumatra (Indonesia, 2005), magnitudo 8.7; Giacarta (Indonesia, 2007), magnitudo 8.5; Camana (Perù, 2001), magnitudo 8.4; Ica (Perù, 2007), magnitudo 8.0.

Con  riferimento al numero di vittime va menzionato l’evento dello Shaanxi (Cina, 1556) che causò 830.000 morti. In tempi più recenti, oltre al terremoto di Sumatra già menzionato, vanno ricordati il recente sisma di Port-au-Prince ad Haiti (2010), dove morirono 223.000 persone e tre eventi in Cina rispettivamente a: Tangshan (1976), con 255.000 vittime; Haiyuan (1920), 200.000 morti; Qinghai (1927), 200.000 morti.

Val la pena ricordare che, per un dato evento, l’effetto al sito dipende dalla distanza e dalle caratteristiche del percorso. Inoltre l'incremento di una unità in termini di magnitudo corrisponde ad un incremento dell'energia di oltre trenta volte. Quindi l'energia associata ad un evento di magnitudo 9.0 è oltre 30.000 volte quella associata ad un evento di magnitudo 6.0.

In Italia il massimo terremoto che sia mai stato "registrato" è quello che si verificò alle 05:21 del 28 Dicembre 1908 a Messina e Reggio Calabria, della durata di 37 s e di magnitudo calcolata pari a 7.2, e che determinò anche uno tsunami, che investì la costa Siciliana dello stretto: fu questa probabilmente la causa del numero elevatissimo di vittime, secondo alcune stime pari a non meno di 80.000 in Sicilia e oltre 40000 in Calabria.

Il nostro paese vanta il catalogo sismico più completo del mondo e sono numerose le raccolte tra le quali si ricordano il Trattato universale di tutti li terremoti occorsi, e noti nel mondo, con li casi infausti, scritto nel 1652 da Padre Filippo da Secinara, e I terremoti d’Italia, scritto nel 1901 da Mario Baratta. Ovviamente le notizie che si riferiscono a periodi storici lontani sono poche e frammentarie e consentono una ricostruzione molto approssimativa degli eventi.
Tra i sismi di intensità maggiore verificatisi nel medioevo vanno ricordati quelli avvenuti nel 1349 e 1456, che funestarono l’Italia centromeridionale dall’Umbria alla Campania con decine di migliaia di morti e rovine. Il sisma del 1349 è ritenuto quello che storicamente ha arrecato più danni alla città di Roma.

A partire dall’inizio dell’età moderna, sono molti i terremoti di cui si dispone di ampia documentazione che permette una buona ricostruzione degli eventi. Tra questi vanno ricordati la serie di scosse telluriche che colpirono la Calabria nel 1638, di cui le due principali, del 27 marzo e del 9 giugno, rispettivamente di magnitudo stimata pari a 7.0 e 6.6, e che distrussero completamente più di cento centri abitati.

Il 5 giugno 1688 fu il Sannio ad essere colpito da un terremoto, di  magnitudo stimata 6.7, che rase al suolo la città di Benevento, nella quale si contarono più di 2100 morti e che causò gravissimi danni anche nella città di Napoli.

L’11 gennaio del 1693 la Sicilia Orientale fu interessata da un sisma, considerato il più potente di cui si abbia notizia in Italia, di magnitudo stimata pari a  7.4, che provocò 60.000 vittime.

Tra il 1702 e il 1703 l’area tra Norcia e l’Aquila venne interessata da una lunga sequenza sismica: due eventi, verificatisi il 14 gennaio e il 2 febbraio 1703, raggiunsero rispettivamente magnitudo stimata pari a 6.8 e 6.7. Molte città dell’Appennino centrale, tra le quali L’Aquila, registrarono gravissimi danni, nell’area colpita si contarono oltre 6000 morti.

Il 5 febbraio 1783 la Calabria fu gravemente scossa da una serie di eventi sismici cinque dei quali raggiunsero magnitudo stimata tra 6 e 7, i morti furono circa 60.000, le città di Messina e Reggio Calabria vennero gravemente danneggiate. Queste aree vennero di nuovo duramente colpite nel 1905 e nel 1908, come già detto.

Sette anni dopo, l’Abruzzo tornò di nuovo ad essere colpito da un catastrofe: il 13 gennaio 1915 alle ore 06:52 un sisma di magnitudo 7.0 distrusse Avezzano e causò la morte di 30.000 persone.

Avvicinandosi ai nostri giorni va ricordato l’evento sismico che colpì la Sicilia Occidentale il 15 gennaio 1968, di magnitudo 6.4, che fece contare 370 vittime, e quello di uguale magnitudo che interessò il Friuli il 6 maggio 1976 e nel quale perirono circa 1000 persone.
Dagli effetti disastrosi fu anche il sisma verificatosi in Irpinia alle 18:34 del 23 novembre 1980, di magnitudo 6.8, che causò circa 3000 morti. La scossa principale durò 90 s.

Più recentemente si ricorda la sequenza sismica che ha interessato Umbria e Marche del Settembre-Ottobre 1997, con due scosse principali il 26 settembre, una di magnitudo 6.1, la seconda delle quali causò il crollo della transetto della basilica di San Francesco ad Assisi, ed una terza scossa il 14 ottobre.

Il sisma di magnitudo 5.3, verificatosi il 31 ottobre 2002 a San Giuliano di Puglia in Molise, è rimasto nella memoria di tutti per il crollo della scuola Francesco Jovine e la morte di 27 bambini e una maestra.

L’ultimo terremoto disastroso nel nostro paese, in ordine di tempo, è quello che ha colpito l’area dell’Aquila alle 03.32 del 6 aprile 2009, di magnitudo 6.3, e che ha provocato ingenti danni e circa 300 vittime.