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Le reti di monitoraggio della radioattività

Le reti automatiche di monitoraggio della radioattività sono progettate per generare un segnale di allarme nel caso si rivelino livelli anomali di radioattività. I sistemi di rete forniscono anche i dati radiometrici direttamente correlabili ai livelli di dose previsti per l’attuazione delle misure di protezione della popolazione.

L’aria è il compartimento preso a riferimento in quanto in esso la radioattività può essere dispersa più velocemente attraverso l’ambiente.

Le reti di cui l’Italia fa parte e da cui riceve dati sono nazionali, europee e internazionali.

Reti internazionali

Non esistono reti internazionali di pronto allarme. Tuttavia le reti internazionali ed i laboratori di monitoraggio nei vari Paesi hanno un ruolo fondamentale nella gestione dell’emergenza.

La IAEA dispone dal 1995 di una rete di monitoraggio della radioattività ambientale ALMERA, realizzata con la partecipazione cooperativa di numerosi laboratori distribuiti in tutto il mondo: attualmente aderiscono 122 laboratori rappresentanti di 77 nazioni. in caso di emergenza per un incidente o rilascio intenzionale di radioattività, i membri della rete sono in grado di fornire affidabili e tempestivi risultati di analisi di campioni ambientali. I 3 laboratori di monitoraggio ambientale di radioprotezione dell’ENEA sono membri della rete ALMERA.

La rete di monitoraggio del Trattato per il bando totale dei Test Nucleari (CTBT) include una rete di monitoraggio di radionuclidi costituita da 80 stazioni distribuite sul globo. Pur non essendo una rete di allarme (lo scopo è l’individuazione di un esperimento nucleare, non la protezione della popolazione o dell’ambiente ) è l’unica rete veramente globale, anche se a maglia larga, con strumentazione in grado di misurare presenze anche minime di radioattività. Associata a modelli di trasporto atmosferico, la rete è in grado di fornire una mappatura molto precisa dell’eventuale deposizione a livello mondiale. I dati sono disponibili solo agli Stati Membri tuttavia, data la serietà dell’incidente, il Segretario Esecutivo ha deciso (18 marzo) di fornire i dati delle misure anche alla IAEA. L’ENEA, nel ruolo di supporto tecnico all’Autorità Nazionale nell’implementazione del Trattato ha accesso ai dati, che tuttavia rimangono riservati.

Anche se non è una rete di monitoraggio, riveste un ruolo importante anche la rete RANET (Response Assistance Network). In caso di emergenza o incidente radiologico lo Stato interessato può richiedere assistenza all’IAEA (International Atomic ENERGY Agency) in accordo con l’“Assistance Convention” e l’IEC (Incident and Emergency Centre) della IAEA agisce come centro di coordinamento. La IAEA può fornire attraverso la rete RANET assistenza specializzata, su richiesta del paese interessato, attraverso personale addestrato ad interventi in caso di incidente radiologico o nucleare.

Reti europee

A livello europeo è attiva la rete EURDEP (European Radiological Data Exchange Platform) in grado di elaborare in tempo reale i dati provenienti dalle reti nazionali dei paesi partecipanti (al momento 33 paesi europei). Questo consente ai paesi che fanno parte di EURDEP, tra cui l’Italia, di accedere ai dati misurati dalle altre nazioni, sia in situazioni di normalità che durante una eventuale emergenza. In quest’ultimo caso i dati saranno aggiornati dai paesi della rete con una maggiore frequenza. I dati elaborati dalla rete sono in formato standardizzato permettendo una interpretazione coerente delle misure.

Reti nazionali

L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) coordina le reti italiane per il monitoraggio della radioattività ambientale e le reti di allarme.

Il sistema delle reti di monitoraggio radiologico ambientale è lo strumento fondamentale per rispondere alle esigenze di protezione della popolazione e dell’ambiente.

  • Rete di Sorveglianza della Radioattività ambientale – RESORAD: La rete è costituita dai laboratori delle Agenzie per la protezione dell’ambiente delle regioni e delle province autonome (ARPA) e di enti ed istituti che storicamente producono dati utili al monitoraggio. Sono analizzate tutte le principali matrici di interesse ambientale e alimentare (terreno, aria, latte, acqua,vegetali, etc.). Nel corso di un’emergenza la rete fornisce i dati al Centro Elaborazione Valutazione Dati (CEVAD) .
  • Reti regionali: Tutte le regioni e le province autonome gestiscono autonomamente proprie reti di monitoraggio. La maggior parte dei dati prodotti da queste reti confluisce nella rete RESORAD; possono, tuttavia, essere eseguite anche tipologie diverse di controlli sul territorio.
  • Reti di sorveglianza delle installazioni nucleari: Le reti di sorveglianza locale sono lo strumento con il quale gli operatori (esercenti) eseguono il controllo della radioattività ambientale nell’intorno degli impianti nucleari. Sono progettate in funzione della tipologia dell’impianto e dei possibili scenari di incidente. In conformità con quanto stabilito dalla normativa, i dati e le analisi prodotte dagli operatori sono inviati a ISPRA a sua volta responsabile delle attività di vigilanza sugli impianti stessi.

Le reti di allarme realizzate da ISPRA consentono il monitoraggio continuo ed automatico della radioattività in aria. I dati sono inviati al centro di controllo, presso il Centro Emergenze Nucleari di ISPRA, in grado di analizzare i risultati delle misure e di evidenziare eventuali condizioni anomale. In questo caso viene attivato il servizio per le emergenze radiologiche.

  • REMRAD è una rete di pronto allarme e effettua misure istantanee della radioattività totale di radionuclidi alfa e beta emettitori e della radioattività dei radionuclidi gamma emettitori, singolarmente identificati. La rete include 7 stazioni automatiche poste in località strategiche dal punto di vista geografico e meteorologico, in modo da monitorare in modo tempestivo eventuali rilasci di radioattività dalle centrali nucleari europee: Tarvisio (UD); Bric della Croce (TO); Vimodrone (MI); Capo Caccia (SS); Monte Cimone (MO); Monte S. Angelo (FG); Cozzo Spadaio (SR).
  • GAMMA consiste di 64 rivelatori che misurano direttamente l’intensità della dose gamma in aria distribuiti in modo omogeneo sul territorio nazionale, che danno la possibilità di seguire la diffusione della radioattività e di valutare in tempo reale la copertura geografica delle aree coinvolte. La sensibilità della rete è tale da misurare anche piccole variazioni rispetto al fondo naturale (non necessariamente legate a scenari incidentali). Sensori di pioggia facilitano la discriminazione tra eventi anomali e aumenti di fondo dovuti a precipitazioni.

Anche il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile dispone di una rete inizialmente prevista (anni ’60) per monitorare possibili ricadute radioattive da esplosioni nucleari in atmosfera. La rete consiste di più di 1000 stazioni di misura dell’intensità di dose gamma in aria e si avvale di centri di controllo regionali per la raccolta ed elaborazione dei dati e due centri di controllo nazionali per la supervisione.