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PRODUZIONE SCIENTIFICA

Dall'ecobuilding al distretto energetico: la proposta ENEA per un modello di sviluppo fondato su ecoedifici e generazione distribuita

Tipo di pubblicazione: DOSSIER

A cura di: Mauro Annunziato

Editore: ENEA

p. 78, 2007

Prezzo: gratuito

La recente direttiva europea c.d. 20-20-20, volta a diminuire al 2020 i consumi energetici e le emissioni del 20% ed incrementare della stessa entità le fonti rinnovabili, costituisce una sfida ardua: nel settore civile i consumi energetici crescono del 2% l’anno.

Per invertire la tendenza non è più sufficiente utilizzare singole tecnologie energeticamente efficienti o rinnovabili in abitazioni o edifici singoli. Si impone un nuovo modello di sviluppo basato sul distretto energetico, cioè sulla rete che distribuisce agli edifici e agli insediamenti “ecologici” l’energia autoprodotta ricorrendo anche alle fonti rinnovabili.

In Italia, però, non esiste un sistema “chiavi in mano” e chi si vuole dotare di un impianto per l’autoproduzione è costretto a rivolgersi ad operatori diversi per integrare negli edifici i pannelli fotovoltaici, le apparecchiature di controllo ed i sistemi di illuminazione. L’area mediterranea, a causa delle peculiarità climatiche e urbanistiche, non consente di adottare le tecnologie utilizzate altrove e ha bisogno di uno specifico modello per la generazione distribuita.

Di qui la proposta ENEA, descritta nel dossier, volta a realizzare architetture energetiche adatte all’area mediterranea. Oltre alle tecnologie di sistema, l’ENEA è impegnato in modo significativo nello sviluppo di prodotti, tecnologie e strumenti: certificazione energetica, illuminazione efficiente, caratterizzazione e qualificazione di apparecchiature elettriche, prove su componenti e materiali dell’edificio, formazione, diffusione, attuazione di politiche energetiche.

Lo strumento individuato per sviluppare una sinergia tra tutte le attività suddette è quello dei “progetti mobilizzatori di dimostrazione” che, coinvolgendo i soggetti interessati (aziende industriali, costruttori, pubblica amministrazione, enti di ricerca) in progetti pilota ad alta visibilità, siano almeno in parte replicabili e siano capaci di innescare volani significativi in termini di ricadute sul risparmio energetico, di tecnologie sviluppate e di indotto industriale ed occupazionale generato.

I distretti energetici individuati riguardano: complessi ospedalieri, complessi di edilizia sociale, plessi scolastici, paesi di media dimensione, quartieri urbani, villaggi turistici e/o grandi alberghi, aeroporti e/o stazioni ferroviarie, centri sportivi, centri uffici, centri di ricerca ed università, centri commerciali, centri residenziali, condomini, aree industriali.

 

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