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FOCUS FISSIONE NUCLEARE

Il Trattato di Non Proliferazione

Nel corso di più di 50 anni, si è venuto a creare un solido regime internazionale di non proliferazione, di cui il Trattato di Non Proliferazione (TNP) è il cuore. Il TNP è entrato in vigore il 5 marzo 1970, dopo essere stato aperto alla firma il 1 luglio 1968: attualmente aderiscono 188 Paesi. Esso stabilisce il quadro di riferimento per regolare il commercio internazionale di materiali, tecnologie, impianti destinati alle applicazioni pacifiche dell’energia nucleare, e per assicurare controlli e salvaguardie atti a evitare la proliferazione nucleare “orizzontale”, ossia l’aumento del numero di Paesi dotati di capacità nucleari militari.

Il TNP riconosce l’esistenza dei cinque Paesi (Stati Uniti, Unione Sovietica – oggi Russia, Regno Unito, Francia e Cina) che alla sua entrata in vigore avevano già acquisito una capacità nucleare militare e chiede loro di impegnarsi in negoziati per porre fine, appena possibile, alla corsa agli armamenti nucleari (la proliferazione “verticale”) e per ridurre gli arsenali esistenti, con l’obiettivo del disarmo nucleare totale. A tutti gli altri Paesi membri, il Trattato offre la cooperazione tecnologica per favorire le applicazioni pacifiche del nucleare, a fronte dell’impegno a non perseguire lo sviluppo dell’energia nucleare a fini militari. A tal fine i Paesi non militarmente nucleari, come l’Italia, sono obbligati a stipulare appositi accordi di salvaguardia con l’IAEA che svolge il ruolo di controllore degli impegni sottoscritti.