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FOCUS FISSIONE NUCLEARE

Smaltimento in depositi definitivi

Schema di "deposito superficiale"

Lo smaltimento dei rifiuti radioattivi condizionati prevede la collocazione definitiva dei manufatti in un deposito, con l'intenzione di non recuperarli; il deposito deve garantire il completo isolamento dalla popolazione e dall'ambiente fino a quando la radioattività, per effetto del decadimento, non raggiunga valori paragonabili a quelli del fondo ambientale.

Nel caso dei rifiuti radioattivi di bassa/media attività, l'isolamento deve essere garantito per qualche secolo e quindi la soluzione di smaltimento più idonea è il deposito superficiale, protetto prevalentemente da barriere artificiali, cioè progettate e realizzate dall’uomo.

I manufatti possono essere, ad esempio, immagazzinati all’interno di “moduli” prefabbricati in calcestruzzo armato, i quali sono poi stoccati in strutture scatolari, anch’esse in calcestruzzo armato, che vengono poi coperte ed interrate.

Questo tipo di depositi è molto utilizzato e ne esistono ormai almeno un centinaio in tutto il mondo; i più moderni e avanzati si trovano in Francia, Spagna, Svezia, Giappone, Regno Unito, USA.

Deposito superficiale di
La Manche (Francia)

I rifiuti radioattivi di III categoria, ad alta attività o a lunga vita, mantengono invece livelli di radioattività significativi per decine e centinaia di migliaia di anni. Per l'isolamento di tali rifiuti non è possibile fare affidamento solo su barriere artificiali, ma ci si deve affidare a barriere naturali.

Vengono prese quindi in considerazione formazioni geologiche in profondità (600-800 metri e oltre) che presentino adeguate caratteristiche di stabilità e impermeabilità come, ad esempio, giacimenti di salgemma o formazioni argillose o di granito. L’unico esempio al mondo di deposito geologico operativo è il WIPP (Waste Isolation Pilot Plant), un deposito di smaltimento geologico in funzione negli USA dal marzo 1999, riservato ai rifiuti contenenti plutonio di produzione militare.

Schema di "deposito geoloico"

Tutti i Paesi più progrediti nell’uso della tecnologia nucleare (Regno Unito, Francia, Germania, Giappone, Finlandia, Svezia, etc.) hanno in programma la realizzazione di un deposito geologico al massimo nel giro di qualche decennio. In Svezia è già stato selezionato il sito relativo.

Nell’Unione Europea si parla anche della possibilità di individuare un sito geologico comune, ma la discussione è ancora a uno stadio molto preliminare per motivi prevalentemente di accettabilità pubblica. Considerato il volume abbastanza limitato dei rifiuti ad alta attività e lunga vita, questa soluzione viene comunque considerata perseguibile.