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FOCUS FISSIONE NUCLEARE

La situazione in Italia

L’attuale inventario italiano (fonte: ISPRA) indica che nel nostro Paese sono presenti circa 26.000 m3 di rifiuti di II categoria e 1.500 m3 di rifiuti di III categoria. A questi quantitativi vanno aggiunti i rifiuti radioattivi di III categoria che torneranno in Italia dopo il ritrattamento all’estero del combustibile esausto proveniente dagli impianti italiani, e quelli di II categoria previsti dalle attività di smantellamento degli impianti nucleari dismessi. La stima volumetrica per questi ultimi va da 30.000 a 65.000 m3, a seconda delle ipotesi fatte sui livelli di rilascio nell’ambiente dei materiali provenienti dallo smantellamento.

Quindi, complessivamente, il futuro deposito nazionale definitivo superficiale dovrà avere una capacità dell’ordine di 100.000 m3 di rifiuti di II categoria, per far fronte alla stoccaggio definitivo dei rifiuti radioattivi provenienti dai soli impianti dismessi. I rifiuti di III categoria vi saranno invece stoccati solo temporaneamente (50-100 anni) in attesa dello smaltimento geologico.

Il volume dei rifiuti radioattivi ad alta attività che verranno generati dai reattori nucleari di III generazione (GEN III+) che si intende realizzare ora in Italia, sarà comunque molto limitato: dopo 60 anni di funzionamento dovranno essere immagazzinati 3.000 m3 di scorie per ogni reattore da 1.600 MWe se si utilizzerà la tecnologia svedese, che prevede involucri di rame che richiedono 2 m3 di volume per ogni tonnellata stoccata. Il volume complessivo sarà pari quello di un cubo di circa 14,4 m di lato. Se i reattori costruiti fossero 10, il lato del cubo sarebbe di circa 31 m. Questi 10 reattori coprirebbero più di 1/3 del fabbisogno di energia elettrica dell’Italia.