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FOCUS FISSIONE NUCLEARE

La "security" nucleare

In italiano esiste un solo termine: sicurezza. In inglese, invece, esiste una parola specifica per indicare la sicurezza in caso di azioni nocive deliberate: “security”. La definizione della IAEA di “security” nucleare è: la prevenzione, il rilevamento e la risposta a furto, sabotaggio, accesso non autorizzato, trasferimento illegale o altri atti dolosi che coinvolgono sostanze nucleari o radioattive o i relativi impianti.

Sia la sicurezza nucleare che la “security” nucleare hanno un obiettivo comune: limitare il rischio proveniente da materiali nucleari radioattivi e dai relativi impianti. Benché entrambe pongano l’accento sull’errore umano accidentale, la “security” pone un’ulteriore enfasi sugli atti dolosi.

I pilastri su cui si fonda la “security” sono quattro:

  • un efficace sistema normativo e legislativo a livello nazionale;
  • efficaci misure di sicurezza e protezione del materiale più sensibile negli impianti e nel trasporto;
  • un sistema di controllo per rilevare eventuali movimenti non autorizzati del materiale nucleare, inclusi i controlli alle frontiere;
  • sufficienti risorse umane qualificate e un adeguato supporto tecnologico e di ricerca.
  • diffusione della cultura della “security” a tutti i livelli della società, per una sua migliore gestione.

La “security” nucleare è responsabilità dei singoli Stati, ma la cooperazione e le iniziative internazionali sono l’unico modo per razionalizzare le risorse e far fronte al problema globale del terrorismo nucleare.

Numerosi provvedimenti internazionali, ai quali l’Italia ha aderito, forniscono una solida base, legalmente vincolante e non, per le legislazioni nazionali sulla lotta al terrorismo. Dopo l’11 settembre 2001, molte azioni sono state intraprese per rafforzare il sistema internazionale di sicurezza. Negli ultimi anni, sostanziali investimenti provenienti principalmente da Stati Uniti, Paesi G8, AIEA e UE, sono stati impegnati in progetti bilaterali e internazionali nei Paesi dell’ex Unione Sovietica sia per la messa in sicurezza di materiale e impianti, sia per reindirizzare il personale precedentemente impegnato in programmi nucleari militari verso altre attività.