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Luoghi, artigiani e modi di produzione nell'oreficeria antica

5-6 maggio 2011, Bologna

L’Università degli Studi di Bologna organizza questo seminario interdottorale – Storia e Archeologia e Storia dell’Arte – dedicato all’oreficeria antica, al quale parteciperanno esperti e studiosi del settore del mondo dell’università, della ricerca e dell’artigianato.
Per l’ENEA sarà presente Sergio Petronilli, del Laboratorio Protocenter di Bologna (UTT-PMI), con un intervento sul tema L’oreficeria moderna tra tradizione e innovazione.

Nell’ambito delle sue attività di innovazione e trasferimento tecnologico, il Laboratorio ProtoCenter opera da diversi anni a supporto delle aziende di diversi settori industriali con particolare riferimento a quelle del Made in Italy relativamente all’utilizzo delle tecnologie cad/cam.

Grazie alla disponibilità sul mercato di sistemi di produzione automatica di tipo CAM (Computer Aided Manufacturing) e di software CAD (Computer Aided Design) per la progettazione 3D delle collezioni a costi relativamente bassi e quindi alla portata anche di piccole aziende e laboratori artigiani, il Laboratorio ha svolto attività di trasferimento tecnologico in maniera capillare in collaborazione con le associazioni di categoria che sul territorio operano attività di assistenza alle imprese.  

Il percorso seguito ha consentito di integrare le tecniche di produzione tradizionali con tecniche di produzione più sofisticate che hanno fornito agli operatori del settore un maggior vantaggio competitivo sia dal punto di vista della qualità dei prodotti e del design, sia da quello dei tempi e dei costi di produzione.

Tecniche di modellazione 3D avanzate e di tipo generativo, modellazione organica con le mesh per la progettazione di modelli complessi non realizzabili con tecniche manuali, ingegneria inversa per la riproduzione a CAD di modelli reali e prototipazione rapida per la creazione di modelli in resina a partire dal file 3D, rappresentano oggi gli strumenti che hanno permesso agli orafi di ampliare i confini del proprio laboratorio portandoli da un livello locale ad uno globale nazionale e internazionale, grazie anche all’uso degli strumenti ICT.

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