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La Rete d'Impresa formalizzata con il Contratto di Rete: opportunità per le PMI

4 giugno 2010, Roma

Il 4 giugno si è tenuto, presso la sede legale  ENEA, il convegno sulla Rete d’Impresa che ha visto la partecipazione di un centinaio di imprenditori, dirigenti di associazioni di categoria e ricercatori. Chairman è stato Luigi Rossi, presidente della FIDAF.

Il convegno è stato aperto dal Commissario dell’ENEA, l’ing. Giovanni Lelli, che ha ribadito la missione dell’agenzia volta a rappresentare un rilevante strumento di sostegno allo intero sistema-Paese, sia con l’offerta di tecnologie avanzate che con l’erogazione di servizi rivolti alle PMI ed alla Pubblica Amministrazione, come, ad esempio, nel campo della efficienza energetica.

Andrea Bianchi, direttore generale del Ministero per lo Sviluppo Economico (MiSE) ha, quindi, illustrato come il Contratto di Rete rappresenti un tassello di politica industriale volto a ridare impulso alla crescita del nostro Paese che, ha sottolineato Bianchi, è in fase di stallo ormai da dieci anni, con problemi di competitività già presenti ancor prima dell’attuale crisi. Il Contratto di Rete, ha continuato Bianchi, va visto nella delega al MiSE per la riforma degli incentivi, che si è resa necessaria a causa della globalizzazione, del nuovo ciclo tecnologico caratterizzato dall’impatto orizzontale delle tecnologie e dell’ingresso nell’euro con conseguente perdita delle svalutazioni competitive, così che è divenuto sempre più rilevante, competere su qualità ed alla innovazione.

Queste condizioni hanno spinto il MiSE a passare dagli incentivi materiali a quelli per la ricerca e per l’innovazione, dando priorità alla Rete d’Impresa, cioè a quel tipo di aggregazione che, con la formalizzazione del Contratto di Rete, meglio si presta a competere su qualità ed innovazione sfruttando l’introduzione delle tecnologie orizzontali e la condivisione della conoscenza.

Bianchi ha sottolineato altri vantaggi e particolarità della Contratto di Rete, tra i quali la riconoscibilità della Rete come soggetto unico nei riguardi della PA, delle banche, del sistema ricerca e della grande distribuzione. Negli sviluppi futuri, ha concluso Bianchi, ci sono le politiche di incentivazione verso le aggregazioni di Rete e provvedimenti, ancora allo studio, sulla fiscalità di Rete.

Gli interventi successivi hanno, via via, ripreso alcune delle tematiche illustrate da Bianchi, fornendo, da una parte, approfondimenti e, dall’altra, i primi esempi di concrete applicazioni al mondo delle PMI.

Così Luigi Pelliccia, responsabile dell’ufficio studi di Federalimentare, ha fornito una notevole quantità di dati sulla contestualizzazione della situazione generale al sistema alimentare, primo in Europa, per giro di affari, e secondo in Italia, con un fatturato che nello scorso anno è stato di circa 120 miliardi di euro, un 17% dei quali è andato in esportazioni.

Un comparto, quindi, che ha registrato già segni di ripresa, poiché tipicamente anticiclico, e che vede l’impegno, per il 90%, di imprese con meno di 10 dipendenti. Un comparto che, comunque, nel recente passato ha avuto serie difficoltà, per mancanza di politiche industriali di crescita, a causa del debito accumulato, e che registra anche dati negativi come quello sul calo dei consumi del passato anno e quello sulla diminuzione del valore aggiunto negli scorsi anni, dovuta ad insufficiente aggregazione tra le imprese che ha prodotto difficoltà per la internazionalizzazione.

Anche su questo fronte, quindi, è emerso forte l’invito a fare Rete con l’ulteriore obiettivo di cercare una maggior forza contrattuale nei riguardi della grande distribuzione.

A seguire, ha preso la parola l’avvocato Mauro Rotunno, dello Studio Legale Rotunno & Partners, il quale già da tempo ha dato vita alla sezione “vademecum legale” sul portale www.retidimpresa.eu, rubrica molto visitata dalle aziende e dagli addetti ai lavori. Pertanto, ci si è soffermati sugli aspetti di genesi del provvedimento di legge, sulle differenze e similarità con gli strumenti consortili e con i gruppi societari, nonché sugli aspetti fiscali e tributari, peraltro ancora largamente in fieri. Un altro aspetto, al centro dell’intervento dell’avvocato e delle successive domande poste dalla platea, è stato quello degli aspetti per così dire “patologici” delle aggregazioni di impresa, inerenti in particolare la disciplina del recesso e della responsabilità verso terzi nel contratto di rete.

La società Keirion, nella persona del Partner Massimiliano Bellavista, ha illustrato le funzionalità, interamente gratuite e al servizio delle imprese, del portale www.retidimpresa.eu, che ormai da circa due anni ospita i contributi delle imprese, delle associazioni di categoria e dell’Università, anche in virtù di specifiche convenzioni di ricerca sul tema, sviluppate con l’Università di Siena.

In questo contesto, Bellavista ha presentato sia le ricerche che i concreti primi casi di studio, già affrontati con successo dalla sua organizzazione, schematizzando il percorso  a valore aggiunto che ha portato PMI degli ambiti più disparati, dalle nuove tecnologie, al marketing territoriale, dal turismo ai servizi all’impresa, a dare vita a compagini imprenditoriali e organizzative cosi innovative, quali i contratti di rete.

Dall’intervento è, inoltre, emerso come le reti siano degli ottimi strumenti per la gestione della innovazione e del trasferimento tecnologico.

Piero De Sabbata, di ENEA-UTT, si è, invece, soffermato sull’importante questione dell’informatica applicata alle reti, tema per certi versi fondamentale, soprattutto se alle reti e ai loro componenti si vuol garantire un futuro relazionale e cooperativo, stabile e sostenibile. Le reti sono, infatti, nate per aggregare e dinamizzare il business e, per loro natura, si trovano ad unire imprese geograficamente anche molto distanti: tutto questo di può fare solo con un potente apporto da parte dell’informatica. De Sabbata ha in questo senso illustrato sia gli ambiti applicativi, oggetto di notevolissima attività di ricerca condotta da ENEA in questi anni, che si situano in un ampio spettro di soluzioni che va dalle attività di integrazione della filiera a quelle di qualificazione dell’offerta. Un’effettiva interoperabilità in rete non può poi prescindere da una effettiva e sistematica condivisione di dati e archivi aziendali per poi evolvere verso la condivisione della conoscenza e la cooperazione capace di creare valore aggiunto attraverso la tecnologia.

E’ stato, quindi, il turno di Roberto Tononi, di ENEA-UTAGRI, che ha illustrato un servizio che si sta mettendo a punto per supportare le reti di PMI nello elevare i loro livelli di competitività e di capacità di fare innovazione. Tononi ha sottolineato quanto sia essenziale avere, tra i partner di rete, alti livelli di collaborazione, i quali, però, possono comportare maggiori oneri organizzativi, e quindi aggravi economici, per le singole imprese della rete. Ha allora illustrato come il servizio proposto, largamente automatizzato grazie ad un sistema informatico sviluppato ad hoc con IBM, sia stato concepito proprio con lo scopo di aggirare il problema, con modalità di collaborazione, tra i partner, che comportino benefici, in termine di efficienza, qualità e capacità innovativa, maggiori di quegli aggravi economici. Tononi ha concluso dando enfasi allo approccio che, dal servizio, viene adottato nelle modalità di collaborazione necessarie per tradurre i processi tecnologici avanzati, che i partner possono mettere a fattor comune in rete, in prodotti innovativi, in grado, cioè, di occupare posizioni di mercato vantaggiose.

A conclusione del convegno, Paola Massari, della impresa Ortoreale, e Gilda Massa di ENEA-UTAGRI, hanno illustrato una delle sperimentazioni del servizio, proposto da ENEA, a una rete d’imprese operante nella fornitura di prodotti alimentari di IV gamma ai mercati al consumo, tramite la GDO. Paola Massari ha relazionato, in particolare, sulla stesura del piano strategico di rete, che il servizio propone di eseguire, attraverso una opportuna metodologia, con la collaborazione di tutti i partner, e ha evidenziato i vantaggiosi risultati ottenuti dalla rete, ad esempio in termini di una maggiore collaborazione tra partner e di un più efficace posizionamento sul mercato del prodotto che ad esso la rete fornisce. Gilda Massa ha, invece, illustrato la sperimentazione degli approcci proposti dal servizio per le ottimizzazioni dei flussi di produzione e dei flussi logistici lungo la intera rete, mostrando anche una valutazione quantitativa dei risultati economici che ciascun partner può ottenere.

Sono disponibili le seguenti relazioni:

e i seguenti documenti:

Programma

"ENEA e imprese: fare squadra conviene con il contratto di rete"