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Le opportunità della ricerca industriale italiana nel settore dell'energia

6 maggio 2010, Roma

Nell’ambito della Giornata AIRI (Associazione italiana per la ricerca industriale) per l’innovazione industriale - giunta alla sua ottava edizione - sono state illustrate le opportunità della ricerca italiana nel settore dell’energia, in particolare di quella alternativa, presentando tecnologie che già nel breve periodo troveranno applicazioni industriali e anticipando ricerche in grado nel medio lungo termine di generare innovazioni significative che possono produrre discontinuità tecnologiche tali da trasformare il settore.

Data la centralità dell’energia per lo sviluppo economico del Paese e le opportunità che si stanno prospettando i Soci AIRI hanno indicato come prioritari investimenti nel breve/medio termine per tecnologie energetiche per oltre 600 milioni di euro nell’arco dei prossimi tre anni. A livello nazionale le stime previsionali per il 2009 sono dell’ordine di 350 milioni di euro.

Hanno aperto i lavori l’Ing. Giovanni Lelli, Commissario ENEA, e il Prof. Renato Ugo, Presidente dell’AIRI. Si sono poi alternate le presentazioni sulle nuove tecnologie e i materiali avanzati per una generazione sostenibile di energia (ENEA, INSTM, CSM), sulle prospettive nel fotovoltaico (Eni, STMicroelectronics e CRP - Gruppo Fiat) e infine sulle evoluzioni raggiunte nel campo dell’energia eolica e del mare (ENEL).

A chiusura dei lavori è stato assegnato a Eni il Premio Oscar Masi per “Le tecnologie per le fonti rinnovabili di energia”. Il Premio, alla sua 26° edizione, è stato istituito nel 1984 e prende il nome dal Professor Oscar Masi, uno dei fondatori dell’AIRI.

Il sistema, premiato da una Giuria composta da rappresentanti del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca e del Ministero dello Sviluppo Economico e da due esperti del settore di chiara fama, riguarda i materiali fluorescenti per la realizzazione di concentratori solari luminescenti per un migliore sfruttamento dell'energia solare in impianti fotovoltaici.

Si tratta di una soluzione radicalmente innovativa volta ad aumentare l'efficienza dei sistemi fotovoltaici più maturi, quali quelli collegati alla tecnologia del silicio. Il sistema si basa su materiali fluorescenti, che funzionano da convertitori di spettro, permettendo così di recuperare parte delle radiazioni solari al di fuori dell'intervallo spettrale ottimale per il silicio, trasformandole in radiazioni utilizzabili dallo stesso silicio. La produzione industriale di tale sistema fotovoltaico potrà offrire concrete prospettive applicative e di ricadute economiche.

Il premio è stato consegnato dalla Dott.ssa Sara Romano, Direttore Generale per l’energia nucleare, le energie rinnovabili e l’efficienza energetica del Ministero dello Sviluppo Economico all’Ing Umberto Vergine, Direttore Direzione Studi e Ricerche Eni.

“La ricerca industriale nel settore energetico si trova oggi a fronteggiare simultaneamente la sfida della crescita dei fabbisogni di energia e le principali problematiche a essa correlate: la futura progressiva riduzione della disponibilità di fonti fossili, l’interdipendenza energetica, la sicurezza delle forniture e l’impatto ambientale, quest’ultimo, venuto gravemente alla luce. In questo scenario la ricerca industriale è concentrata sulle priorità tecnologiche del settore. E’ di primaria importanza, infatti, che la ricerca si concentri su tecnologie per ottimizzare il recupero e l’efficienza delle risorse esistenti e nel contempo che sia sostenuta una attività a più lungo termine di ricerca di innovazioni tecnologiche rilevanti per l’utilizzo ottimale di fonti di energia alternative e a basso impatto ambientale”.

“Molte delle tecnologie allo studio degli Associati AIRI, potranno già nel medio-breve periodo essere concretizzate con la industrializzazione, altre potranno introdurre discontinuità tecnologiche solo nel medio-lungo periodo, ma, in ambedue i casi, occorre sostenere le ricerche da subito, con un quadro di riferimento di politica energetica, chiaro e condiviso” - ha concluso il Prof Renato Ugo, presidente dell’AIRI.

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