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Patrimoni urbani. Tecnologie per una rinascita sostenibile

9 giugno 2010, Roma

Per l’Italia, la conservazione del paesaggio urbano e del suo contesto ambientale e antropologico costituisce una pressante priorità, un prerequisito ineludibile per trasmettere alle generazioni future un patrimonio riconosciuto come unico a livello internazionale: ciò per la straordinaria varietà e l’altissimo pregio di tale patrimonio, generato dall’interazione tra cultura e territorio, natura e storia che ha modellato nei secoli le forme urbane e architettoniche della civile convivenza in forme del tutto originali per ciascuna comunità cittadina.
L’evento drammatico del terremoto che ha colpito l’Aquila il 6 aprile dello scorso anno ha risvegliato nei cuori di tutti la consapevolezza della precarietà su cui si basa l’equilibrio tra memoria storica, cultura e territorio: in soli trenta secondi sono stati danneggiati o distrutti edifici, luoghi di culto, monumenti di pregio storico-artistico e, insieme con questi, è andato distrutto il tessuto sociale che li rendeva vivi e consueti agli occhi degli abitanti di tale prezioso centro urbano.
L’ENEA, che dal 15 settembre 2009 è stata costituita come Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, si è confrontata da subito con le conseguenze di tale drammatico evento e si è immediatamente attivata nel mettere a disposizione delle istituzioni preposte le proprie strutture mobili, i laboratori presenti nei tredici Centri di Ricerca, le proprie tecnologie e i propri ricercatori ed esperti.
L’incontro del 9 giugno presso l’Associazione Civita costituirà un’occasione per discutere, con autorevoli esperti, le modalità per prevenire gli effetti dei disastri naturali che colpiscono i centri storici e il ruolo che, in questo senso, possono svolgere la ricerca e le nuove tecnologie, favorendo in questo modo sia le fasi di conservazione, sia quelle di valorizzazione del patrimonio culturale e contribuendo allo sviluppo di tutto un territorio.
Saranno, tra l’altro, evidenziati i contributi che le nuove tecnologie possono offrire sia nei settori direttamente correlati con i beni e le attività culturali, sia nei settori che possono contribuire al rilancio della filiera economica, a cui è infine affidata la reale possibilità di rafforzare il tessuto sociale e di creare le condizioni positive necessarie alla realizzazione di un progetto di rinascita culturale: rientrano in questi ambiti le tecnologie per il recupero edilizio, per la caratterizzazione antisismica, per il risparmio energetico e per il monitoraggio ambientale.
La partecipazione all’incontro di rappresentanti di istituzioni nazionali e internazionali consentirà di confrontare esperienze e di verificare politiche e modelli tradizionali e innovativi con l’obiettivo di esaminare utilmente il tema della conservazione del paesaggio urbano da molteplici punti di vista e con diverse finalità.  In presenza di un evento drammaticamente distruttivo come quello aquilano, la rinascita del patrimonio culturale è legata ad un concreto, sinergico contributo di istituzioni pubbliche, imprese, privati ed enti ecclesiastici affiancati nello sforzo di ricostruire e far rivivere i tratti forti di quel laborioso e fattivo clima sociale e culturale, che è giunto fino a noi fin dalle origini medioevali del capoluogo abruzzese passando indenne attraverso i precedenti eventi sismici del XIV e XVIII secolo, e che non può vedere la sua conclusione alle ore 3.32 del 6 aprile 2009.

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