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Giornata di Studio "L'impatto ambientale del fumo di tabacco. Le cicche di sigaretta: un rifiuto tossico dimenticato"

21 gennaio 2010, Roma

Accendere una sigaretta significa immettere in ambiente più di 4000 sostanze chimiche ad azione irritante, nociva, tossica, mutagena e cancerogena. Una parte di queste sostanze chimiche viene catturata  dal filtro e va a contaminare quella parte di sigaretta non più utilizzata dal tabagista che comunemente chiamiamo cicca o mozzicone. Nelle cicche quindi è possibile trovare moltissimi inquinanti ad azione nociva, tossica, cancerogena: nicotina, benzene, gas tossici quali ammoniaca e acido cianidrico, formaldeide, composti radioattivi come polonio-210, e acetato di cellulosa, la materia plastica di cui è costituito il filtro.

Di questo argomento si è discusso presso la sede ENEA di Roma, durante la giornata di studio "L'impatto ambientale del fumo di tabacco. Le cicche di sigaretta: un rifiuto tossico dimenticato".

Ha aperto i lavori il Commissario dell’ENEA, Giovanni Lelli; hanno partecipato all’incontro i ricercatori ENEA e dell'AUSL Bologna che hanno pubblicato un'analisi su questo tema, la Società italiana di Tabaccologia, la Società chimica italiana, l'Associazione Medici per l'Ambiente - ISDE Italia, rappresentanti del Comune di Roma, dell'AMA e di Legambiente.

L'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), classifica il fumo attivo e passivo come un prodotto cancerogeno per l'uomo. L'Agenzia per la protezione dell'Ambiente della California considera il fumo di tabacco con un "inquinante tossico dell'aria". Poiché le cicche di sigaretta contengono gli stessi prodotti chimici presenti nel fumo sarebbe opportuno considerare le cicche come un rifiuto tossico per l'ambiente e come tale trattarle.

Per questo tipo di rifiuto non esistono normative che ne limitino la dispersione in ambiente, ma solo singole iniziative da parte di privati e alcune amministrazioni comunali. Questo significa che la maggior parte delle cicche imbrattano i marciapiedi e il suolo, o finiscono nelle fogne e nelle acque superficiali contaminandole.

A conferma di ciò, recenti ricerche di Legambiente e delle Nazioni Unite hanno messo in evidenza che le cicche sono nettamente al primo posto nella top-ten dei rifiuti che soffocano il Mediterraneo. Inoltre le cicche di sigaretta non spente, buttate o abbandonate in ambiente esterno o in casa, possono provocare incendi domestici e/o  o di boschivi.

I comuni, gli amministratori locali, i datori di lavoro dovrebbero non solo emanare norme comportamentali, ma anche farsi carico di installare, in analogia con quanto previsto per altre tipologie di rifiuti (metalli, pile, carta, etc.), appositi  raccoglitori per le cicche.

Un'analisi dettagliata di quanto emerso nello studio ENEA - AUSL di Bologna, presentato nel corso della giornata da Carmine Lombardi, Giuliana Di Cicco, Vincenzo  Zagà è riportata nel Comunicato stampa ENEA relativo all’evento.

Si riportano nel seguito alcuni degli interventi:

Per ulteriori approfondimenti:

Programma dell’evento

Comunicato stampa

"Le cicche di sigaretta, un rifiuto tossico dimenticato"