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Nuove idee per l'adeguamento sismico degli edifici storici

11 maggio 2010, Roma

Il sisma dell’Abruzzo ha messo ancora una volta in evidenza l’estrema vulnerabilità sismica di gran parte del patrimonio storico-monumentale italiano, dimostrando come sia necessaria un’attenta politica di prevenzione per salvare numerose vite umane ma anche patrimoni culturali di inestimabile valore.
Va osservato che le strutture storiche sono spesso inadatte a sopportare terremoti anche di bassa intensità e il loro adeguamento sismico risulta impossibile a meno di non ricorrere a interventi molto pesanti, che non rispetterebbero i requisiti di non invasività e di reversibilità, conditio sine qua non per poter intervenire su opere monumentali senza stravolgerne definitivamente sia la concezione strutturale sia la memoria storica.
Tale obiettivo è perseguibile soltanto con tecniche innovative, quali l’isolamento sismico e la dissipazione di energia, che si basano rispettivamente sulla minimizzazione dell’energia all’ingresso e sul miglioramento della capacità di assorbimento dell’energia da parte della struttura, anziché affidarsi alla resistenza della stessa.
Nel corso della giornata di studio dell’11 maggio è stata presentata una nuova soluzione proposta da ENEA e Politecnico di Torino per l’isolamento sismico degli edifici esistenti, basata sulla realizzazione di una piattaforma isolata sotto al piano di posa delle fondazioni, in modo da non richiedere alcun intervento sull’edificio sovrastante.

Si riportano nel seguito alcuni degli interventi:

Programma

Comunicato Stampa