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Workshop "Radiazioni ionizzanti: nuovi modelli per la stima del rischio "

Roma, 1 ottobre 2008

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L'esposizione alle radiazioni ionizzanti è sempre più diffusa in molte attività umane, nelle quali vengono abitualmente impiegate sorgenti di radiazioni prodotte dall'uomo o a cui l’uomo è naturalmente esposto. L'impiego di radionuclidi artificiali e di macchine radiogene nei settori industriale, sanitario e della ricerca rappresentano le più rilevanti sorgenti artificiali di tali radiazioni.

Le radiazioni ionizzanti sono classificate dallo IARC – International Agency for Research on Cancer -come un agente cancerogeno. Le norme di radioprotezione si basano su modelli di rischio fondati sulla relazione dose-probabilità di effetto. Sebbene la problematica sia stata affrontata e lungamente dibattuta, i risultati disponibili sono ancora in parte contraddittori, soprattutto per l’effetto alle basse dosi.

Il Workshop ha preso spunto dai risultati di una ricerca condotta nei laboratori dell’ENEA che dimostra, per la prima volta in vivo, che il danno da radiazioni può essere trasmesso a cellule ed organi distanti da quelli direttamente esposti, dove può causare lo sviluppo di tumori, fenomeno noto come effetto “bystander”.

Nel corso dell’evento sono state esaminate le potenziali ricadute delle nuove acquisizioni sperimentali sia per rendere più percepibili l’ambito e la portata dei risultati di questa ricerca, che per contribuire a definire in maniera più precisa la stima del rischio da radiazioni ionizzanti, sensibilizzando, allo stesso tempo, le istituzioni e i decisori politici sull’importanza degli studi in questo settore.

Si riportano di seguito alcuni interventi:

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