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Rapporto ENEA "Energia e Ambiente 2007"

31 luglio 2008, Roma

Le profonde trasformazioni strutturali in atto da tempo nel mondo contemporaneo, hanno reso sempre più stringente la necessità di valutare la sostenibilità dello sviluppo rispetto ad un uso più efficiente delle risorse ed al contenimento dell’impatto sul clima terrestre prodotto dalle attività antropiche. In tale prospettiva, l’attenzione dei governi dei maggiori Paesi industriali si è andata concentrando su azioni di policy caratterizzate da una visione più articolata dei problemi dello sviluppo, coerente con le logiche del cambiamento tecnologico e con la capacità di queste ultime di interpretare i mutamenti più radicali delle dinamiche produttive.

La risposta dell’Unione Europea alle nuove sfide in campo, appare oggi orientata a cogliere le opportunità derivanti dall’investimento in nuove tecnologie, con l’obiettivo di far fronte ai vincoli della dipendenza energetica e della sostenibilità ambientale, ma anche di assicurare la necessaria competitività per la crescita dei propri sistemi economici. Sono queste le linee della strategia che i Paesi europei hanno inteso delineare varando, alla fine del 2007, il Set-Plan, in cui le prospettive di sviluppo delle tecnologie energetico-ambientali (rinnovabili, cattura e stoccaggio della CO2, biocombustibili enucleare) sono valutate rispetto a orizzonti temporali opportunamente differenziati e a specifiche valutazioni sulla capacità di risposta dei diversi sistemi industriali.

Nella sua IX edizione, il Rapporto Energia e Ambiente dell’ENEA – che verrà presentato nel corso dell’evento - intende cogliere la centralità che il rilancio tecnologico-industriale sta rivestendo in Europa nelle politiche per la sostenibilità e individuare in tale contesto, per l’Italia, percorsi possibili di opzioni tecnologiche nel medio e lungo periodo, includendo tra queste quella nucleare.

Il Rapporto rileva come in Europa già siano diffusamente presenti ricadute positive sulla competitività industriale e aumenti significativi dell’occupazione derivanti dallo sviluppo di tecnologie per la produzione di energia da fonti rinnovabili e come, al contrario, nel nostro Paese, non si siano ancora consolidate le condizioni per un decollo in questo settore.

Alle questioni dell’approvvigionamento, della sicurezza, del costo dell’energia, si può rispondere efficacemente con azioni dirette a realizzare un più equilibrato mix delle fonti. Alla sfida del cambiamento climatico e a quella dell’esigenza dell’espansione dei consumi, si risponde non solo con l’efficienza energetica e con la promozione delle energie a emissione zero, ma soprattutto con l’accelerazione del cambiamento tecnologico.

La dimensione e la qualità dell’investimento per la Ricerca e lo Sviluppo sono le condizioni perché la tecnologia progredisca e l’innovazione si affermi. L’industria nazionale ed il sistema pubblico e privato della ricerca, sono chiamati in quest’ottica ad un maggiore impegno nel quadro di una governance dell’Amministrazione più efficace e coordinata.

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