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Integrare sviluppo e ambiente: verso un nuovo modello di governance del territorio

Risparmio e uso efficiente delle risorse naturali del pianeta per la sicurezza alimentare

Centro Ricerche ENEA Casaccia, 4 dicembre 2008

Durante il convegno “Integrare sviluppo e ambiente: verso un nuovo modello di governance del territorio” che si è tenuto presso il Centro Ricerche ENEA della Casaccia, è stato fatto il punto sulle attività svolte negli ultimi dieci anni dal Comitato di Appoggio alle 3 Convenzioni (CA3C) internazionali sull’ambiente, e precisamente sul clima, sulla desertificazione e sulla biodiversità, con particolare riferimento ai problemi della governance del territorio nell’area mediterranea.

La crescente emergenza legata alla sicurezza alimentare rende necessaria una sempre più stretta integrazione tra i paesi che si interfacciano sul Mediterraneo attraverso la collaborazione scientifica e tecnologica in campo agricolo, energetico ed ambientale.

Nell’area Mediterranea, intesa in senso esteso dall’Europa fino ai Paesi dell’Africa sub-sahariana, esiste l’urgenza di stabilire relazioni più stabili in termini di cooperazione, partendo dalle eccellenti esperienze del passato. Se da una parte sono innegabili le diversità e le specificità in termini di vulnerabilità ambientale e di produttività agricola di Paesi e territori molto diversi tra loro per sviluppo socio-economico, dall’altra non si possono sottovalutare le strette relazioni funzionali esistenti tra gli stessi nell’ambito di un gradiente Nord-Sud, che caratterizza la vita e la cultura di questa area geografica.

Si tratta pertanto di affrontare i nodi strutturali esistenti, facendo leva su nuovi scenari di cooperazione scientifica e tecnologica per la condivisione delle criticità e per poter cogliere insieme le nuove opportunità offerte da un corretto impiego delle conoscenze in diversi campi, dalle biotecnologie in ambito agricolo alla capacità di analizzare, interpretare e realizzare interventi di mitigazione dei processi di degrado delle risorse naturali e di adattamento alle mutate condizioni climatiche ed ambientali.

Si afferma con forza che si hanno i mezzi e le conoscenze per sradicare la situazione di fame cronica in cui versano 923 milioni di persone. Si conosce bene anche cosa è necessario fare per aumentare la produzione alimentare mondiale e riuscire a nutrire una popolazione che cresce sempre di più e si concentra soprattutto nelle aree urbane.

Durante l’evento è stato anche presentato il tema di riferimento dell’Expo 2015 di Milano “Feeding the Planet, Energy for Life” con la partecipazione di Adriano Gasperi, segretario del Comitato Scientifico. Nell’ambito di questa importante iniziativa internazionale si promuove un’azione specifica che, affrontando il tema dell’adattamento ai grandi cambiamenti ambientali indotti dall’uomo nell’area del Mediterraneo, dia impulso a una produzione agricola sostenibile, mediante investimenti in infrastrutture rurali, sistemi di irrigazione, trasporti, organizzazione dei mercati, finanziamento dei raccolti, formazione e diffusione di tecniche agricole e di stoccaggio.

Occorre quindi mettere l’agricoltura al centro dello sviluppo di questi Paesi, enfatizzandone il ruolo multifunzionale per la società, l’economia e l’ambiente. Solo in questo modo potrà essere invertita la tendenza in atto dal principio degli anni Novanta, in cui il numero di emergenze alimentari causate da attività antropiche ha superato le emergenze di origine ambientale. I rapidi cambiamenti ambientali indotti dall’uomo non consentono alle popolazioni di sviluppare strategie adattative diverse dalla migrazione forzata. Tale migrazione investe in primis i grandi centri urbani dei Paesi in Via di Sviluppo e successivamente i Paesi Sviluppati.

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